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Un'iniziativa di Libero_Lab_col

LE PREMESSE

 

Perché un festival internazionale di documentari a Milano?
Nel panorama della produzione audiovisiva il documentario è l’unico ponte, espressivo e culturale, tra la grande produzione di intrattenimento per le sale, i format ricreativi o gli speciali informativi per la tv, l’autoproduzione di inchiesta o di creazione (dalle indagini territoriali di associazioni e simili, fino ai contributi user generated per portali web).
Di fatto si tratta dell’unico canale in cui nuovi linguaggi e tematiche emergenti provano a entrare in una narrazione condivisibile. Nel caso particolare dell’Italia, quello documentaristico è ormai uno dei pochissimi ambiti cinematografici (ma forse narrativi tout court) non ancora interamente ridotti a cliché provinciali o meccanismi promozionali. Anzi, l’impressione è che si tratti dell’unico territorio dove i margini di elaborazione si stanno riaprendo, per coinvolgere canali nuovi come il web e soggetti deboli come i videomaker indipendenti, ma anche per dare visibilità a tematiche altrimenti del tutto trascurate o censurate.
In poche zone d’Italia l’iniziativa privata e i finanziamenti pubblici hanno portato a risultati interessanti, con il progressivo radicamento di una cultura documentaristica, centri di produzione dedicati e occasioni di incontro/promozione di un certo rilievo. Ma soprattutto con un crescente coinvolgimento dei videomaker giovani, degli spettatori vecchi e nuovi, degli spazi urbani. Si sta insomma scoprendo che con il documentario si innova la comunicazione, perché la si libera.
In questo processo Milano non è entrata, e proprio per questo è il luogo più strategico per concretizzare le opportunità stilistiche, economiche, sociali e comunicative del documentario. La città dove l’audiovisivo è essenzialmente televisione e/o servizio promozionale ha confinato la creatività dentro scuole di cinema che allontanano dalla pratica documentaristica vera (quella del raccontare la realtà per vocazione, con competenze complesse e variegate soprattutto sul piano produttivo). A Milano i finanziamenti (e quindi le carriere) vanno al 99% verso i poli attrattori delle tv e dei relativi service; i cinema proiettano solo documentari che abbiano sfondato ai botteghini esteri; non esiste una sala dedicata (nemmeno semi-amatoriale!) e le rassegne documentaristiche sono del tutto sporadiche; non esiste un evento specifico...
Allora Milano è la vera frontiera: quindi il terreno più difficile, in cui tutto è da creare e in cui le resistenze sono straordinariamente varie. Ma le possibilità non mancano.
I primi punti indispensabili sono:

  1. istituzione di un festival del documentario a Milano
  2. apertura di spazi creativi e occasioni collaborative online
  3. individuazione di sale utili e sviluppo di rassegne stabili
  4. strutturazione di percorsi di distribuzione indipendenti.

Questo sito è uno degli strumenti di realizzazione concreta del punto 1: perché THE VILLAGE DOC FESTIVAL è il primo autentico festival internazionale del documentario a Milano.
Il festival è però, per la sua stessa struttura e per le intenzioni strategiche del gruppo promotore, anche l’occasione per avviare i percorsi indicati nei punti 2, 3 e 4.

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