I LUOGHI 

Tra la Barona e il mondo

THE VILLAGE DOC FESTIVAL è, fin dal nome, l’espressione di un progetto di respiro internazionale con profondo radicamento locale.
La manifestazione glocale – di un villaggio che riscopre se stesso e dialoga con il mondo intero – è nato infatti all’interno di Villaggio Barona.
Qui lavorano tutti i soggetti che hanno variamente collaborato alla manifestazione: l’associazione Libero Laboratorio, la cooperativa sociale La Cordata e il suo incubatore d’imprese JoBox, LibLab srl, Nanook Media, Don’t Movie, Associazione Sviluppo e Promozione.
Villaggio Barona è il migliore esempio di housing sociale a Milano, ossia un riuscito tentativo di recuperare un’area degradata di un quartiere periferico, costruendo soluzioni abitative e lavorative capaci di coinvolgere il territorio in una prospettiva che oggi si definirebbbe “sostenibile”: costi sopportabili, tranquillità di ritmi, aree ricreative, collegamenti efficienti, riqualificazione ambientale e molto altro.
Uno spazio particolare è quello di JoBox, incubatore di giovani imprese innovative, in cui l’associazione Libero Laboratorio ha potuto approfittare di tutta l’assistenza tecnica e logistica, nonché dell’esperienza professionale e delle risorse finanziarie delle aziende incubate: prima fra tutte LibLab srl, che ha coordinato vari professionisti delle altre imprese e associazioni coinvolte.

 

Progetti glocali

Gli organizzatori puntano sulla diffusione dei film partecipanti al festival attraverso la creazione di un database che renda possibile la visione del film a distanza per i selezionatori e per le giurie, con l'obiettivo sia di differenziare le tipologie di giurati e selezionatori, sia di aumentare la diffusione del cinema documentario e con esso la narrazione del reale al di fuori di circuiti mediatici convenzionali, sia di creare da subito e con un sensibile abbattimento di costi un archivio digitalizzato accessibile in tempo immediato.
Il progetto complessivo di THE VILLAGE DOC FESTIVAL si articola su un triennio di sviluppo. L’edizione 2010 ha costituito in questo quadro la premessa essenziale e lo strumento organizzativo della struttura. In altre parole, la prima edizione è stata la prima puntata di un’elaborazione di modelli sostenibili di produzione e distribuzione del documentario. La seconda edizione vedrà lo sviluppo di soluzioni di fruizione alternativa in spazi inconsueti, istituzione di premi su tematiche sottovalutate, creazione di circuiti permanenti di selezione e proposta.

 

Le Sale di Proiezione

Il criterio di scelta per le sale di proiezione· è stato quello di valorizzare al massimo location all'interno del quartiere Barona, in un'ottica di riqualificazione della partecipazione culturale periferica. Una vecchia sala di proiezione di quartiere presso l'oratorio di SS. Nazaro e Celso di Via Zumbini 19 sarà una delle due sale dove verranno proiettati i film in concorso. La seconda sarà presso l'Istituto Comprensivo Ilaria Alpi di Via San Colombano 8. Le sale verranno allestite secondo il tema conduttore del Festival: la sostenibilità. I materiali sono stati forniti da Ricrea, un'azienda nata dall'iniziativa di tre donne che formano un team di designers che si dedica· completamente alla reinterpretazione· di materiale destinato al disuso, all’abbandono e al macero. Materiali non più utilizzabili che andrebbero dispersi nell’ambiente, diventano risorse per creare nuovi oggetti. I progetti realizzati hanno come obiettivo l’ecosostenibilità. Questo requisito favorisce la riduzione al minimo dell’impatto sull’ambiente e in molti casi, si cerca di far coincidere i luoghi di produzione e di lavorazione.

La Fornace Curti

La Fornace Curti è un luogo storico per la Barona ma anche per la produzione del cotto lombardo. La prima fornace aperta dalla famiglia Curti risale al XIV secolo e l'attività, nel corso dei secoli, ha contribuito a realizzare e a ristrutturare il cotto di molti palazzi, chiese e luoghi storici sia milanesi che lombardi.
All'interno della struttura verrà ospitata una proiezione di Walls and Borders, un progetto di film collettivo in cui 83 registi hanno realizzato documentari sul tema dei muri e confini che segnano la società in cui viviamo 

    

Playing Field Barona

Situato nel parco Teramo in Barona e sede dell'Associazione Italiana Frisbee, rappresenta un modello di recupero di spazi urbani grazie all'iniziativa di Valentino De Chiara che ha ristrutturato praticamente da solo l'area mettendola a disposizione del quartiere. Attualmente, all'interno della struttura vengono organizzati iniziative corsi e manifestazioni con al centro il frisbee e altri attrezzi volanti ( boomerang , meteora e condor). Le attività si rivolgono principalmente alle scuole del quartiere e di Milano. La struttura ospiterà la giornata inaugurale e la premiazione del miglior film del festival oltre a dibattiti e una proiezione di Cinemaperto.

 

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